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Storia della Chimica
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Michael Faraday : "La storia Chimica di una Candela " |
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Scritto da Roberto Poeti
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Mercoledì 23 Dicembre 2009 17:24 |
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Stiamo costruendo una pagina dedicata al grande scienziato inglese M. Faraday . Riporteremo , con tutte le illustrazione originarie , le lezioni dal titolo "La Storia Chimica di una Candela " che egli tenne alla Royal Institution di Londra nella prima metà dell'ottocento . Queste lezioni erano pubbliche e costituiscono ancora oggi un evento nella storia della comunicazione scientidica e della didatttica .
Introduzione
L’iniziativa di aprire nel sito di Storia della Chimica uno spazio dedicato a Faraday nasce dalla constatazione che il fenomeno della combustione è conosciuto dagli studenti che iniziano il triennio di specializzazione a indirizzo Chimico e Biologico , nel nostro Istituto , non solo in modo approssimativo , ma soprattutto in modo non corretto . All’inizio di ogni anno scolastico un test con domande a risposta aperta e a scelta multipla , ripetutosi per diversi anni , ha sempre evidenziato quanto profonde e costanti siano le lacune che accompagnano la conoscenza del fenomeno della combustione negli studenti all’inizio del triennio di specializzazione . Le conoscenze che il test voleva accertare riguardavano la interpretazione della combustione come reazione chimica , il principio della conservazione della massa applicato alla combustione e alle reazioni di ossidazione di metalli , la perdita di peso di una candela durante la combustione , l’individuazione dei prodotti e dei reagenti della combustione , il confronto tra combustione del metano e di una candela . Le risposte hanno messo in evidenza la difficoltà a inquadrare la combustione come reazione chimica . Infatti alla domanda specifica se la combustione della cera è un fenomeno fisico o chimico la risposta più frequente è fenomeno fisico , perché la loro osservazione ha colto la fusione iniziale della cera “che cola “. Molto frequente è l’individuazione di vapori , o fumo come prodotti generici . Mentre alcuni citano l’anidride carbonica come prodotto , raramente si rammenta l’acqua . La individuazione dell’ossigeno come reagente è quasi sempre assente . Alla domanda se il peso della candela varia , ed eventualmente come varia , durante la combustione , la maggioranza pensa che rimane costante , precisando , se si raccoglie la cera fusa . L’ossidazione del chiodo è con difficoltà inquadrato in modo corretto , infatti anche il peso del chiodo dopo l’ossidazione rimane costante per una buona percentuale di studenti .Questi studenti escono da un biennio dove la chimica è stata materia curricolare per due anni con due ore di laboratorio settimanali. E’ evidente che esiste un problema di formazione scientifica , in questo caso chimica . La comprensione della combustione , insieme alla individuazione dei gas come sostanze , in particolare dell’ossigeno , è stato il più grosso ostacolo alla nascita della scienza chimica .
Si sottovaluta nell’insegnamento questo ostacolo epistemologico che poi diventa un grosso ostacolo conoscitivo anche nello studente . L’insegnamento di questi contenuti deve essere ripensata in modo critico alla luce di questi risultati . La strategia di “recupero” di queste misconoscenze all’inizio del triennio è stata quella di affrontare la combustione in modo sperimentale ispirandosi alle lezioni di Faraday che egli fece alla Royal Institution e che sono esposte nell’opera di divulgazione “ La storia chimica di una candela “. La semplicità di queste esperienze è pari alla loro efficacia didattica . Gli studenti seguono in genere con grande interesse il lavoro sperimentale e alla fine di un percorso sperimentale di cinque ore , seguito da un elaborato scritto , il livello di comprensione raggiunto è soddisfacente .
In questo spazio vi saranno le sei lezioni tenute da Faraday tratte dall’ opera “La storia chimica di una candela “ precedute da una introduzione del Prof: Luigi Cerruti che è stata ripresa dal sito della Treccani
Prof. Roberto Poeti docente di Chimica Organica
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Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Gennaio 2010 22:46 |
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La Dimora - Museo di Dmitrij Ivanovic Mendeleev all'Università di San Pietroburgo |
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Scritto da Roberto Poeti
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Domenica 22 Novembre 2009 16:42 |
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Questo sito su mendeleev è ultimato . Sono graditi osservazioni , commenti e suggerimenti . Inviateli a
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ARGOMENTO
Il sito contiene , oltre ad articoli sulla biografia e sull'opera di Mendeleev , una racolta di foto e documenti tradotti del museo dell'università di San Pietroburgo .
Ringraziamo la studentessa Marina Bekreneva per la traduzione dal russo dei documenti e foto .
LA DIMORA - MUSEO di Mendeleev

La città di San Pietroburgo venne fondata agli inizi del diciottesimo secolo dall' imperatore Pietro I . Il 16 maggio del 1703 sulle foci del fiume Neva , sull’isola delle lepri , su disegno dello stesso Pietro , furono gettate le fondamenta della fortezza dei SS. Pietro e Paolo . Attorno alla fortezza , sul terreno paludoso , lo zar decise di creare una città del tutto nuova , come un grande porto sul mare . La città nascente ricevette il nome di Peterburh che significa la città santa di Pietro . Dal 1710 fino al 1918 S. Pietroburgo fu capitale della Russia .Questa città bellissima costruita su isole e tagliata da una fitta rete di canali grandi e piccoli nasconde un grande tesoro . E’ il museo di Mendeleev . Su commissione di Pietro I nel 1724 Domenico Trezzini , architetto italiano , costruì sulla punta dell’ isola Vasilevsky (cliccando avete la mappa , tracciate le due diagonali , dove si incontrano è situata l'Università e il museo ) il complesso dei dodici collegi , dove lo zar trasferì l’intero apparato burocratico . Gli ingressi separati riservati ai vari ministri erano il simbolo della loro indipendenza , mentre la facciata unica , che collegava i 12 palazzi come fossero un solo complesso , doveva rappresentare la comunione degli obiettivi . Oggi i 12 collegi fanno parte dell’ Università di S. Pietroburgo , situata lungo le sponde del fiume Neva . Annunciato da una bella statua , che ritrae l’eminente poeta – scienziato Michail Lomonosov ( 1711- 1765) , l’edificio dei 12 collegi , lungo 400 m è una delle costruzioni più antiche di San Pietroburgo , giusto a pochi passi dal museo Hermitage , passato il ponte Dvortsovyy. Ed è qui , sulla strada chiamata ora Mendeleevskaya liniya , che è situato Il Museo e l’Archivio di Mendeleev.Il museo esiste dal 1911 , venne aperto quattro anni dopo la morte di Mendeleev. Era stato in origine un appartamento situato al pianterreno dell’università , a lato dell’ingresso . Il primo inquilino di questo appartamento fu l’insegnante di Mendeleev , il chimico russo Alexader Voskresensky , un discepolo di Liebig . Voskresensky è chiamato il grane padre dei chimici russi , perché fu il fondatore della più famosa scuola di ricerca chimica . Dopo che Voskresensky partì per l’Ucraina nel 1866 , Mendeleev , che diventa nello stesso periodo ( 1865) un professore alla Università di S.Pietroburgo , prese dimora nell’appartamento ( Nov. 1866) . Abitò e lavorò li dal 1866 fino al 1890 con la seconda moglie Anna Popova – Mendeleeva .
Prof. Roberto Poeti
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Dicembre 2009 17:47 |
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Una riflessione didattica e storica sul primo libro di testo di chimica al biennio dell'ITIS di Arezzo nel 1960 |
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Scritto da Roberto Poeti
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Domenica 20 Settembre 2009 18:11 |
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ARGOMENTO Per caso ho ritrovato il libro di testo di chimica adottato nel biennio dell'I.T.I.S. nel 1960, cioè quando venne fondata la scuola. Nel testo sono affrontati il legame chimico e presentata la tavola periodica in una prospettiva che da una parte si rifà acriticamente a vecchi modelli e dall'altra propone versioni moderne senza il necessario rigore. Un cattivo libro di testo. Ci si può chiedere come questo possa essere avvenuto. Ma l'insegnamento di oggi della chimica, nella scuola secondaria, è completamente privo di questo genere di inconvenienti?
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Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Ottobre 2009 13:46 |
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Scritto da Roberto Poeti
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Domenica 20 Settembre 2009 17:47 |
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TITOLO Multimediale LAVOISIER (per una corretta visualizzazione usare MS internet explorer 6 o superiore).
ARGOMENTO Il multimediale è stato prodotto dalle alunne Alessandra Vaccaro e Luciana Simon della 1B t, a.c. 2007/2008, nell'ambito dell'iniziativa più generale di Storia della scienza che è stata presa, nel nostro istituto, da un gruppo di insegnanti durante tutto l'anno scolastico. Accanto alle conferenze - dibattito tenutesi durante l'anno su temi importanti di storia della scienza , un altro modo per sviluppare questa tematica è quello di far lavorare gli studenti su argomenti scelti di storia della scienza in modo da produrre elaborati multimediali, come in questo caso, da presentare alla propria classe e ad altre classi. Perché gli studenti possano affrontare e sviluppare temi di storia della scienza occorre prendere in esame problemi e periodi storici in relazione con i curricoli delle materie studiate e soprattutto avere a disposizione materiale, tra cui le stesse fonti storiche con cui fare una ricostruzione storica. Le alunne hanno recuperato del materiale online e hanno fatto riferimento al bel lavoro del filosofo della scienza Marco Beretta che ha prodotto per la collana " I classici della scienza " il libro su "Lavoisier. La rivoluzione chimica." L'argomento ha riguardato la nascita della chimica come scienza, tema legato agli argomenti di chimica di base affrontati dagli alunni delle prime classi nel corso di chimica. Prof. Robero Poeti
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Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Gennaio 2010 22:49 |
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L'equilibrio chimico di Guldberg e Waage |
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Scritto da Roberto Poeti
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Domenica 20 Settembre 2009 15:11 |
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TITOLO L'equilibrio chimico di Guldberg e Waage. "Studies Concerning Affinity" di P. Waage and C.M. Guldberg - 1864
ARGOMENTO Il presente lavoro ha lo scopo di fornire materiale che illustri la genesi storica della Legge di Azione di Massa. Accanto alla traduzione di documenti originali dei due più noti protagonisti, i norvegesi Guldberg e Waage, ho aggiunto due articoli, tratti dal Journal of Chemical Education, dei quali uno tradotto, l'altro in inglese, nei quali vengono fatte interessanti riflessioni sul percorso storico della legge e sul contributo dato dai due chimici norvegesi. Ho inserito anche una interessante ricostruzione del concetto di affinità chimica, attraverso un periodo storico di diversi secoli, del Prof. Roberto Zingales dell'Università di Palermo.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Gennaio 2010 22:50 |
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